All’Ospedale di Prato ricostruzione esofago-faringea autotrapianto e riabilitazione. Paziente di 64 anni torna a respirare, alimentarsi e recupera voce.
Eccellenza interdisciplinare della Chirurgia Unico in Toscana, conferma impiego tecniche innovativeed eccellenza nella cura dei tumori complessi testa-collo
Scritto da Daniela Ponticelli , giovedì 18 aprile 2024
Prato - Un altro intervento chirurgico con tecnica altamente delicata ed innovativa è stato eseguito in questi giorni all’ospedale di Prato in un paziente di 64 anni affetto da tumore all’esofago cervicale e ipofaringe. L’uomo è stato dimesso dopo due settimane di ricovero ed è in recupero post operatorio al proprio domicilio.
Grazie alla collaborazione tra le strutture operative complesse di Otorinolangoiatria (ORL), diretta dal dottor Antonio Sarno e di chirurgia generale, diretta dal dottor Stefano Cantafio è stata eseguita l'asportazione del tumore, la ricostruzione esofago-faringea cervicale con un autotrapianto rivascolarizzato di ansa digiunale e, con l'ausilio di una protesi fonatoria, il paziente, dopo la dimissione, è tornato ad avere tutte le funzioni ristabilite: dalla respirazione, all’alimentazione fino al recupero della voce.
“L’intervento – ha affermato il direttore del Dipartimento delle Specialistiche Chirurgiche, dottor Stefano Michelagnoli- è altamente delicato ed eseguito in Toscana unicamente al Santo Stefano. La tecnica eseguita più volte dall'équipe combinata dei dottori Sarno e Cantafio, in Italia viene svolta estremamente di rado in soli altri tre centri. Il percorso chirurgico e assitenziale, ben strutturato, richiede un ricovero comunque breve per l'entità dell'intervento e della patologia e il paziente, che spesso viene da fuori area e fuori regione, viene dimesso già riabilitato nelle sue funzioni. La missione della struttura di ORL e dell'HUB di Prato di Chirurgia Oncologica del Testa collo – evidenzia Michelagnoli- è proprio quella di garantire qualità di vita, in malattie che spesso presentano recidive e comunque un alto tasso di mortalità . L'HUB, con la sua multidisciplinarità , ha il compito di offire questa qualità con le cure chirurgiche più innovative, come nei migliori centri”
Il dottor Sarno, che è cresciuto in Africa, cita a tal proposito spesso un proverbio Africano: "se vuoi arrivare primo corri da solo. Se vuoi arrivare lontano cammina insieme.", ed è proprio questa collaborazione interdisciplinare codificata dallo statuto dell'HUB che ha permesso e continuerà a permettere ai pazienti di ricevere cure all'avanguardia e di poter vivere il più a lungo e il meglio possibile”.
Aggiunge Sarno: “i tumori dell'ipofaringe ed esofago cervicale sono tumori estremamente aggressivi che si presentano in fase avanzata perchè pauci-sintomatici in fase iniziale. Questi interventi vedono la collaborazione della Chirurgia Vascolare, della Chirurgia Generale, della Neurochirurgia, dell'Oculistica e della CHirurgia Maxillo Facciale Aziendale per risolvere le problematiche tumorali e ricostruttive dei pazienti complessi e per permettere loro una riabilitazione e una vita normale, garantendo oltre alla sopravvivenza la qualità di vita. Proprio sulla qualità di vita – continua il chirurgo- si fonda l'instaurazione dell'HUB e la collaborazione multidisciplinare al fine di permettere, nello spirito del trattamento oncologico di terzo livello, la ripresa delle funzioni del tratto testa collo e cioè: respirazione, alimentazione, fonazione, eloquio e aspetto fisico per consentire a questi pazienti il ritorno alla vita di relazione e alle funzioni sociali e lavorative, rese impossibili altrimenti dalla mutilazione del tumore.
L'attività chirurgica dell'Ospedale S.Stefano – evidenzia la dottoressa Maria Teresa Mechi, direttore sanitario del presidio- è rilevante sia in termini di volumi che di tipologia di casistica e comprende anche interventi estremamente complessi, che richiedono elevato expertise e la capacità di integrare diverse discipline e professioni. Tutto questo consente di offrire ai pazienti le cure e le prospettive di vita migliori”.
nella foto allegata da sx i chirurghi Sarno e Cantafio
